Castorini nella FederScout


Nella FederScout esistono da anni numerose associazioni aventi nel loro statuto ufficialmente la branca Castorini. Primi fra tutti i Giovani Esploratori Sardi (A.G.E.S.).
Grazie al lavoro di alcuni capi dell'AGES il metodo castorini canadese
è stato adattato alla realtà scout italiana.
Il castorismo elaborato dall'AGES è stato poi insegnato e divulgato alle altre associazioni della FederScout,
soprattutto attraverso i corsi di formazione tenuti annualmente nella Scuola Capi della FederScout.
Altri soci FederScout che hanno oggi una branca castorini sono il GEL, l'Associazione Scout Nautici "Anta
res", l'A.S.I.Scout, Gruppo Scout Indipendente di Vicenza, ed il Gruppo Scout Madonna del Rosario
- Villacidro, l'Agiscout
di Bisceglie.

domenica 10 gennaio 2010

Attività manuale per i castorini! di Riccio MdR




LA PANNOCCHIA

Quest’oggi c’è proprio una bellissima giornata, il sole splende alto nel cielo e gli uccellini cinguettano salutando tutti gli animali del bosco.

Quand’ecco che tra i fiori si vede svolazzare anche Farfalla che nota subito che Formica n.11 (sono tante, sapete, le formiche, e si chiamano con un numero) ha in mano un qualcosa di giallo, qualcosa che lei non aveva mai visto prima.

“Ehi, Formica n.11 che cos’hai tra le mani??”- dice Farfalla.

“Bè, ecco…è un chicco di granturco” – dice Formica n.11

“E a che cosa serve?”

“Puoi mangiarlo, se vuoi. Lo tagli in due, lo condisci con un po’ di sale o zucchero, e lo mangi. Proviamo?”

“Ma certo!”

La formica n.11 sta per spaccarlo quand’ecco arrivare Riccio che esclama:

“Ehi, un momento!! Che stai facendo?”

“Formica stava per dividere in due il chicco di granturco per poterlo mangiare ma poi sei arrivato tu e…..”

“Brave sciocche! Non sapete che da questo chicco può venir fuori una pannocchia? Lo si mette sottoterra, lo si innaffia, lo si cura, e dopo un po’ si ha una pannocchia con cento, duecento chicchi!”

“Dici davvero?” – dice Formica n.11

“Garantito!”

“Senti Formica…penso sia meglio ascoltare Riccio, se ciò che dice è vero ci saranno così tanti chicchi da poterne fare assaggiare uno ad ogni amico del bosco…che ne pensi?”- dice Farfalla

“Affare fatto!!Ci sto!”

Così ecco che Riccio si mette a lavoro! Sotterra il chicco, rimbocca il terreno, lo innaffia, lo protegge dal sole e dalla rugiada, ed ecco dopo un po’ comincia a germogliare una piantina. Tutti gli animali sono incuriositi e si avvicinano a guardare ciò che il Riccio sta facendo.

Passano i giorni quand’ecco nascere una bella pannocchia…che festa nel bosco!!

“Mangiamola con il latte!” – propone la vecchia Tartaruga

“No bollita!!” -dice il castoro

E intanto che si discute, la formica con matita e quaderno in mano conta i chicchi.

“Centosettantadue!” – grida a voce alta Formica

“Wow!!” – esclama Farfalla

“Ho un’idea…mangiamo i chicchi abbrustoliti e conditi con il miele che i Bombi hanno portato!!” – esclama Riccio

“Ok, sono d’accordissimo!!, Farfalla pensaci tu ad invitare tutti alla festa di stasera…mmmm non vedo l’ora! Ho già l’acquolina in bocca!”

“Vado!!” – risponde felice Farfalla

Cala la sera, s’accende il fuoco, si sistema la brace, si mette la pannocchia allo spiedo, la si cosparge di miele, la si fa girare: che buon odorino appetitoso si sparge tutto attorno!

Intanto si è sistemata una tenda, si sono portate le bibite….e una gran festa insomma.

C’è ne proprio per tutti!

“Mmmm…come sono croccanti i chicchi abbrustoliti!!” – esclama il castoro.

“…..e come sono dolci con il miele sopra!”

Tutti sono felici di stare insieme e di potersi riempire il pancino con i chicchi di granturco…speriamo nessuno esageri o gli farà male il pancino!!

Fine

Il Castorismo

Metodo

Il castorismo utilizza il metodo educativo scout ed è pensato come inserito nel discorso più generale e in previsione del suo proseguimento nell’età successiva nella Branca Lupetti. L’ambiente fantastico è quello del “Bosco”, tratto dal libro “Il Bosco delle Meraviglie” di Tony Wolf e quello più specifico di “Colonia”, tratto dal libro “Gli Amici del Bosco”, un adattamento di due libri:

“Friends of the Forest” ed. Scout of Canada, e “Grogh: storia di un castoro” di A.Manzi ed. Bompiani.

Fini della branca


  • sviluppare al massimo le potenzialità del bambino/a in tutti i campi (fisico, manuale, espressivo, spirituale...), valorizzandone la grande ricchezza tipica di questa età e salvaguardandone la creatività e la spontaneità ancora così fresche;
  • sviluppare una consapevolezza della presenza e dell'amore di Dio, attraverso la testimonianza e l'amore degli adulti che vivono col bambino/a;
  • sviluppare un contatto profondo e vitale con la natura;
  • attuare una “iniziazione” allo spirito comunitario, aiutando la progressiva socializzazione del bambino/a e la scoperta delle “regole del gioco” necessarie per stare insieme e della gioia e sicurezza che il gruppo può dare;
  • individuare le caratteristiche di ognuno, per aiutare il bambino/a ad iniziare precocemente, in quest’età ancora così plasmabile, la sua “autoeducazione”, cioè il lungo lavoro della costruzione del proprio carattere e della propria personalità;
  • mantenere vivo, prima e durante il primo impatto con la realtà scolastica, il gusto della scoperta, dell’imparare giocando, del fare con le proprie mani.

La Colonia

I castorini sono riuniti in unità denominate colonie, costituiti da due o più capanne (gruppetti di solito composti da 5-6 castorini di differenti età; in una stessa capanna stanno castorini e castorine). La colonia può raggiungere un minimo di 10 e un massimo di 20-24 castorini in rapporto ai capi (almeno uno per capanna). La colonia è diretta da un Capo Colonia (Doc), coadiuvato da uno o più vice, insieme costituiscono la direzione di colonia, tutti assumono nomi di bosco (Doc, Gym, Fiordaliso, Tic Tac, Malak, Orchidea, Albicocca, Pigna Secca, Gnomo Mago, Ape, Formica, Zenzero, Peperino, ecc.). La colonia prende il nome di un bosco (es. Bosco Felice, Bosco Incantato, ecc.) e le capanne vengono chiamate come frutti o piante del bosco (mirtilli, lamponi, funghi, ecc.). L'urlo di capanna va effettuato cominciando dal capo capanna, che fa un passo in avanti e grida il nome della sua capanna. Il resto della capanna risponde ripetendo il nome della capanna. I castori non salutano durante l'urlo come viene fatto nelle altre branche.

Legge, Patto e Motto

I castorini, secondo tutta la tradizione scout, hanno una loro Legge, un loro Patto (l'equivalente della promessa per le altre branche) e un loro Motto.

Legge:

  1. Il castoro è felice insieme agli altri
  2. Il castoro gioca, canta e lavora

Patto: Desidero:

  • amare la famiglia e gli altri
  • osservare la Legge della colonia
  • fare bene ogni cosa

Motto: "INSIEME"

Legge, Patto e Motto variano leggermente di sfumatura nelle diverse Associazioni, ma mantengono comunque i principi fondamentali espressi.

Il Saluto

Il saluto del castorino è Buona Nuotata ed il gesto eseguito con la mano destra riproduce il movimento fatto dal castoro con gli incisivi quando rosicchia. Esistono inoltre dei saluti eseguiti in particolari momenti delle attività (i.e. il saluto di fine riunione) o in occasioni speciali. Il "Grande Ciak" è un saluto eseguito da tutta la colonia, simile al Grande Urlo del branco e viene effettuato solo durante alcune cerimonie importanti (Patto, cambio delle code, ...) o attività molto rilevanti.

Il Grande Fiume rappresenta il percorso del castorino, come accade con la Rupe del Consiglio per i lupetti. Il Grande Fiume è presente in ogni Diga (sede), viene riprodotto su un cartellone o dipinto, e lungo le sue anse sono disposti i nomi dei castorini, in base alla loro coda. La progressione dei castorini è basata sull'età del bambino (non ci sono delle prove da superare, dei compiti da svolgere o dei meriti da conseguire). Il pelo del castoro si scurisce con il passare degli anni ed allo stesso modo i castorini vedono la loro progressione nella colonia come una crescita naturale compiuta da tutti i castorini. La crescita dei castorini è scandita dai cambi della coda, delle cerimonie in cui i castori della stessa età ricevono una coda del colore corrispondente al livello di progressione raggiunto.